La “X” preferita dagli Economisti.

Ogni bravo economista che voglia farsi rispettare, come disse maliziosamente uno dei miei professori, e che soprattutto desideri imporre efficacemente le sue teorie indipendentemente dalla loro rilevanza empirica, deve necessariamente creare una legge apparentemente applicabile alla realtà. Il modo migliore per costruire una relazione di tipo “leggioso” è rappresentato dal classico sistema di due funzioni, una crescente e l’altra decrescente, il cui luogo in comune rappresenta il tanto ambito punto di ottimo, o di equilibrio del sistema, fine ultimo della vita di ogni economista degno di nota.

Da qui il mio tentativo di costruire questa fantomatica leggina, per tendere io pure al tanto ambito ruolo sopra descritto. La relazione che vado a proporre riguarda la ricerca del punto di ottimo in un sistema che prevede il livello di abbassamento del finestrino di un’automobile dal lato passeggero, ovviamente non ad apertura elettrica ma a manetta, messo in relazione con i livelli di sollievo e di fastidio dati dal crescente gettito di aria immesso nel sistema dal procedere dell’automobile ad una velocità di circa 80 km/ora, sia per il guidatore che per il passeggero stesso.

Da passeggeri, il nostro è dunque il ruolo del policy-maker, il decisore della politica economica, che deve decidere il livello ottimale di abbassamento del finestrino in relazione al nostro sollievo o di disagio provocato dallo stesso, ed in relazione allo stesso livello di sollievo richiesto dal petulante guidatore dell’automobile (che ovviamente non vuole saperne di abbassare il suo di finestrino). Si suppone costante, e dunque indifferente ai nostri fini, il consumo di calorie necessario allo smuovere della manetta (che dipende verosimilmente dal grado di obsolescenza della vettura, dal livello di grasso sulla maniglia e altre z variabili esogene). Si suppone inoltre la non presenza di altri operatori all’interno del sistema, e che entrambi applichino lo stesso metro di giudizio relativamente al sollievo data una certa quantità di aria fresca.

Esiste dunque un trade-off, o relazione funzionale indiretta o decrescente, tra il livello di sollievo per il passeggero policy-maker ed il grado di abbassamento del finestrino, come ben evidenziato dal Grafico 1.

Il Trade-Off tra apertura del finestrino e sollievo per il passeggero.

Grafico 1. Il Trade-Off tra grado di apertura del finestrino e livello di sollievo per il passeggero.

La relazione è ovvia, in quanto già ad un basso livello di immissione di aria nel sistema, il sollievo per il passeggero immediatamente adiacente al finestrino è massimo, mentre invece per livelli via via crescenti di apertura aumenta il livello di fastidio generato dalla crescente forza propulsiva dell’aria entrante.

Ma mentre il policy-maker sarà dunque soddisfatto a bassi livelli di immissione di aria nel sistema, il guidatore, assai più lontano dalla fonte di sostentamento anti-caldo, avanzerà richieste per una maggiore apertura del finestrino, in modo tale che il sollievo dell’aria possa giungere anche alle sue sedi. Per questo motivo dunque, esiste una relazione funzionale diretta, o crescente, tra il grado di apertura del finestrino ed il livello di sollievo del guidatore, cone ben si nota dal Grafico 2.

La relazione tra apertura del finestrino e sollievo per il guidatore.

Grafico 2. La relazione tra grado di apertura del finestrino e livello di sollievo per il guidatore.

A questo punto, incrociando le due funzioni nello stesso grafico, si ottiene il punto di equilibrio generale del sistema, ovvero quanto il policy-maker dovrà immettere aria nel sistema per garantire un adeguato livello di sollievo contro il caldo a tutti i suoi operatori. Questo punto, che chiameremo equilibrio naturale nel mercato dell’aria fresca, è ben evidenziato nel Grafico 3, e viene raggiunto spontaneamente dal sistema attraverso la contrattazione tra gli operatori stessi.

Equilibrio del Sistema in E*.

Grafico 3. Equilibrio del Sistema in E*.

Si noti che, attraverso lo stesso metodo di trattazione, si può derivare l’equilibrio generale nel mercato dei beni e servizi, nei mercati finanziari e nel mercato del lavoro.

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