I have something great to reveal.

Consumate (anche senza reddito), disse Fr(i)ed!

Cari giovani studenti/studentesse, non-mantenuti di lusso, nulla-facenti, anche se siete sprovvisti di un reddito, il buon Milton Friedman (Nobel per l’economia nel 1976) ha la soluzione per il vostro consumo. E che consumo!

Ma cosa ci dice mai il buon Fr(i)ed che ci può tornare utile? Molto, e forse anche di più. Ecco dunque una breve esposizione della sua teoria del consumo, meglio conosciuta come Teoria del reddito permanente. Questa prevede infatti che ogni individuo possa prendere le sue decisioni di consumo in relazione non al suo reddito disponibile in quel momento (derivante ad esempio dal lavoro, da rendite, o comunque da fonti immediate), come si dovrebbe presumere all’interno di una economia sana; dal reddito dobbiamo spostare la nostra attenzione sulla ricchezza dell’individuo, la quale è il semplice risultato dell’attualizzazione di tutti i redditi futuri che quell’individuo prevede di avere nell’arco della sua vita.

Spieghiamoci meglio. Passare dal reddito alla ricchezza significa passare da un flusso ad uno stock, ovvero è necessario calcolare un’ammontare di denaro che compete in capo al nostro consumatore in analisi, e che sarà dunque quanto egli avrà a disposizione per il consumo nell’intero arco della sua vita. Questo stock di ricchezza, una volta calcolato, viene suddiviso per gli anni di aspettativa di vita (magari eliminando i primi anni di infanzia), ottenendo in tal modo lo stock di ricchezza annualmente a disposizione per le gioie del consumatore.

Fin qui carino. Come si calcola l’ammontare complessivo di ricchezza? Cercando di non entrare in noiosi aspetti matematico-statistici, si tratta effettuare una stima di quale sarà il reddito individuale del nostro consumatore nei vari anni a venire, partendo da un reddito base (calcolato in relazione al potere contrattuale dell’individuo al termine del percorso di studi ed alla sua condizione familiare), e considerando i vari aumenti possibili negli anni in base alla probabilità di carriera. Questi redditi vengono sommati e rivalutati con varie formulazioni finanziarie, per formare il montante di ricchezza totale che verrà poi attualizzato all’anno in cui viene effettuata la stima, e poi diviso per gli anni di vita attesi.

Ovviamente Fr(i)ed fece un’analisi decisamente più articolata e completa della mia, ma il succo è questo. Ora, questo procedimento non prevede che nel momento di calcolo vi sia ricchezza disponibile per il consumatore, ma questa tecnicamente potrebbe esserci se esso stesso sarà in grado di produrne in futuro. Quindi, se ci si aspetta in futuro di essere in grado di produrre reddito (anche occasionale, magari con una botta di cu*o vincendo al lotto), facendo un rapido calcolo è possibile dimostrare che, nonostante si sia senza un centesimo in tasca, in realtà si dovrebbe avere a disposizione un bel gruzzolo da poter spendere.

Chissà, magari qualcuno potrebbe crederci e prestarvelo, questo gruzzoletto. Poi però, cari prestatori eventualmente incorrisposti, non prendetevela con me, ma con il caro vecchio Fr(i)ed ;)

Il trade-off fra intelligenza e fede*.

Giunge l’ora di rispolverando un mio vecchio detto, in realtà già apparso tempo fa da queste parti, e recentemente lasciato in sospeso in seguito ad ultimi e scottanti avvenimenti noti a tutti.

Ritengo infatti che  se la religione protestante ha contribuito a portare a termine quel processo di disincanto del mondo, ed alla nascita del capitalismo nella società moderna, è come se la religione cattolica abbia invece sempre cercato di re-invertire questa tendenza. Questa pratica si può considerare positiva o negativa, la cosa è soggettiva.

A man like me is dead in places other men feel liberated”, diceva Elthon John in una delle sue più celebri e recenti canzoni: sono sicuro che egli intendesse certamente altri aspetti rispetto a quello che io sto sottolineando, eppure l’approccio a questo verso non mi ha portato ad altro che a questo accostamento. Ciò accade quando vi è totale mancanza di apertura al cambiamento costante, quasi reattivo, del tessuto sociale, producendo una forma astratta e poco vicina alla realtà delle cose, della persone, e anche degli stessi ideali, cercando invece di sostituirvi i propri.

Non per fare una critica a E.John, non mi permetterei mai. Eppure “dead in old places “, se non per questioni di musicalità, ma per questioni di contemporaneità suonerebbe sicuramente molto meglio.

La “X” preferita dagli Economisti.

Ogni bravo economista che voglia farsi rispettare, come disse maliziosamente uno dei miei professori, e che soprattutto desideri imporre efficacemente le sue teorie indipendentemente dalla loro rilevanza empirica, deve necessariamente creare una legge apparentemente applicabile alla realtà. Il modo migliore per costruire una relazione di tipo “leggioso” è rappresentato dal classico sistema di due funzioni, una crescente e l’altra decrescente, il cui luogo in comune rappresenta il tanto ambito punto di ottimo, o di equilibrio del sistema, fine ultimo della vita di ogni economista degno di nota.

Da qui il mio tentativo di costruire questa fantomatica leggina, per tendere io pure al tanto ambito ruolo sopra descritto. La relazione che vado a proporre riguarda la ricerca del punto di ottimo in un sistema che prevede il livello di abbassamento del finestrino di un’automobile dal lato passeggero, ovviamente non ad apertura elettrica ma a manetta, messo in relazione con i livelli di sollievo e di fastidio dati dal crescente gettito di aria immesso nel sistema dal procedere dell’automobile ad una velocità di circa 80 km/ora, sia per il guidatore che per il passeggero stesso.

Da passeggeri, il nostro è dunque il ruolo del policy-maker, il decisore della politica economica, che deve decidere il livello ottimale di abbassamento del finestrino in relazione al nostro sollievo o di disagio provocato dallo stesso, ed in relazione allo stesso livello di sollievo richiesto dal petulante guidatore dell’automobile (che ovviamente non vuole saperne di abbassare il suo di finestrino). Si suppone costante, e dunque indifferente ai nostri fini, il consumo di calorie necessario allo smuovere della manetta (che dipende verosimilmente dal grado di obsolescenza della vettura, dal livello di grasso sulla maniglia e altre z variabili esogene). Si suppone inoltre la non presenza di altri operatori all’interno del sistema, e che entrambi applichino lo stesso metro di giudizio relativamente al sollievo data una certa quantità di aria fresca.

Esiste dunque un trade-off, o relazione funzionale indiretta o decrescente, tra il livello di sollievo per il passeggero policy-maker ed il grado di abbassamento del finestrino, come ben evidenziato dal Grafico 1.

Il Trade-Off tra apertura del finestrino e sollievo per il passeggero.

Grafico 1. Il Trade-Off tra grado di apertura del finestrino e livello di sollievo per il passeggero.

La relazione è ovvia, in quanto già ad un basso livello di immissione di aria nel sistema, il sollievo per il passeggero immediatamente adiacente al finestrino è massimo, mentre invece per livelli via via crescenti di apertura aumenta il livello di fastidio generato dalla crescente forza propulsiva dell’aria entrante.

Ma mentre il policy-maker sarà dunque soddisfatto a bassi livelli di immissione di aria nel sistema, il guidatore, assai più lontano dalla fonte di sostentamento anti-caldo, avanzerà richieste per una maggiore apertura del finestrino, in modo tale che il sollievo dell’aria possa giungere anche alle sue sedi. Per questo motivo dunque, esiste una relazione funzionale diretta, o crescente, tra il grado di apertura del finestrino ed il livello di sollievo del guidatore, cone ben si nota dal Grafico 2.

La relazione tra apertura del finestrino e sollievo per il guidatore.

Grafico 2. La relazione tra grado di apertura del finestrino e livello di sollievo per il guidatore.

A questo punto, incrociando le due funzioni nello stesso grafico, si ottiene il punto di equilibrio generale del sistema, ovvero quanto il policy-maker dovrà immettere aria nel sistema per garantire un adeguato livello di sollievo contro il caldo a tutti i suoi operatori. Questo punto, che chiameremo equilibrio naturale nel mercato dell’aria fresca, è ben evidenziato nel Grafico 3, e viene raggiunto spontaneamente dal sistema attraverso la contrattazione tra gli operatori stessi.

Equilibrio del Sistema in E*.

Grafico 3. Equilibrio del Sistema in E*.

Si noti che, attraverso lo stesso metodo di trattazione, si può derivare l’equilibrio generale nel mercato dei beni e servizi, nei mercati finanziari e nel mercato del lavoro.

Come dimenticarsi della Costituzione.

La presunta visione antinomica tra pensiero cattolico ed altre correnti di tipo socialista o marxista riguardo a valori o alla visione della dignità umana rappresenta uno di quei fattori che da sempre alimenta il mio scetticismo riguardo alla coerenza dell’influenza religiosa sull’agire politico. Da tempo sostengo uno storico travisamento del pensiero di Marx, troppo frettolosamente filtrato attraverso le distruttive dittature comuniste, ma che invece ho sempre considerato un filosofo ed economista illuminato, e ad oggi ancora quantomai moderno, oltre che portatore di ideali che oggi a stento si cerca di recuperare come primari.

La perfetta sintesi tra valori di matrice cattolica e di matrice marxista si trova all’interno della nostra Carta Costituzionale da oramai oltre 60 anni. La Costituzione della Repubblica italiana è il simbolo dell’unione del pensiero cattolico e marxista in una visione di società equa e socialmente sostenibile.

Importante è scottante è l’impegno gravoso con cui la nostra Costituzione ha posto in capo alla Repubblica l’obbligo di accudire i suoi cittadini. L’Articolo 3, ponendosi in un’ottica di eguaglianza non formale ma sostenziale, recita che «è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.» L’Articolo 4, invece, prescrive in capo alla Repubblica un impegnativo diritto al lavoro per tutti i suoi cittadini. E questi sono solo gli esempi che più mi stanno a cuore.

Stento ancora a credere come nelle scuole, gestite come merit goods dallo Stato repubblicano, non venga preso in considerazione l’insegnamento dei principi costituzionali. La Costituzione rappresenta ancora, ad oggi, il più grande serbatoio di valori e di prescrizioni che dovrebbero stare alla base del senso civico di ogni cittadini della nostra Repubblica. Preoccupa, a oltre 60 anni dal suo ingresso in vigore, parlare ancora di una sua inattuazione.

Del Moltiplicatore di Caz*ate®.

Avevo promesso di pubblicare la più sconvolgente rivelazione scaturita da una una conversazione in chat avuta con il mio collega ilForna, ed allora ve la propongo di seguito :P . Si stava parlando del nuovo Project Natal® relativo alla Console XBOX 360® prodotta dalla Microsoft® (ogni riferimento a persone o cose è puramente casuale):

Io: è solo un accessorio, non una console nuova, è questo secondo me il colpo di genio.
ilForna: si, questo ci sta parecchio.
Io: perché non si crea una nuova dimensione di gioco, ma solo un differente sistema di gioco. Secondo me è solo un esperimento, per gonfiare il mercato e poi approdare ad una nuova console che usa solo questo tipo di tecnologia.
ilForna: questa sarebbe una buona mossa, sempre che i nipponi non tirino fuori il coniglio dal cilindro nel frattempo :P
Io: eh può essere, ma l’hanno già fatto con la Wii®, anche se li è stata una diversificazione del mercato. Il prodotto in questo caso è un po’ diverso; penso che la Microsoft® aspiri al modello supremo di comunismo, prima o poi produrra tutto lei :P
ilForna: ahahahahah :D e con gli spot pubblicitari ci dirà cosa e quanto comprare, così tutto sarà programmato secondo i suoi piani.
Io: ovvio, e tutti saremo dipendenti Microsoft®, che detterà i tempi lavorativi, le razioni di pasti giornaliere; sarà tipo il COMPUTER di Paranoia®, oppure lo Z.A.R. di Sine Requie® :P
ilForna: ahahahahah, geniale :P
Io: tra l’altro ora capisco perché gli indirizzi di posta elettronica di Hotmail® non consentono gli inoltri ad altri provider di posta diversi da Hotmail®, perché la Microsoft® presuppone già che tra un po’ non ce ne saranno più altri :P
ilForna: ahahahahah, geniale :P  nel frattempo Bill® investirà fondi nella criogenia, così lui potrà conservarsi fino al giorno del suo successo supremo, e governare in eterno.
Io: lol :P  poi creerà gli Space Marines®, costruirà l’Impero interstellare terrestre e si proclamerà Imperatore come quello di Warhammer® :P
ilForna: esatto.
Io: non è che la Games Workshop® è sotto la Microsoft®? XD
ilForna: non credo ^^’
Io: bon, basta cazzate :P

Solo quell’economia equa e solidale può crescere.

La principale spiegazione mediatica che è stata data alla crisi globale che ha colpito i mercati finanziari nel 2008 riguarda l’utilizzo indiscriminato dei cosiddetti mutui sub-prime, consistenti prestiti per l’acquisto di una casa concessi indiscriminatamente ad individui che difficilmente saranno in grado di onorarli. Se già questa operazione, nel contesto di una economia sana, può risultare molto discutibile, di contro il sistema finanziario non ha saputo fermarsi a questo punto.

Questi mutui sub-prime, che in ogni caso avrebbero dovuto generare flussi di introiti ad alto rendimento (dato il rischio di insolvenza, il tasso di interesse concesso solitamente cresce), sono stati poi impacchettati ed incorporati in titoli, successivamente svenduti nei vari mercati finanziari del mondo. In questa maniera, il già precario sistema inizialmente concepito si è diffuso come un virus all’interno dei mercati oramai globalizzati, complice le facili euforie che questi assommano nell’attività di speculazione.

Ma lasciando perdere la discutibile logica di funzionamento dei mercati finanziari, spesso lasciati alla sola e fredda sentenza della pura legge della domanda-offerta, ciò che in realtà ha fatto crollare l’intero sistema come un castello di carte è il fondamento etico su cui si deve costruire un’economia che punti a tassi di crescita solidi e sostenibili.

Se un’economia è basata sul profitto come risultato di bassi salari, e conseguentemente di consumi provenienti in larga misura dal debito, questa non può raggiungere un equilibrio stabile e duraturo nel lungo periodo, ma solo una crescita precaria ed altalenante, fortemente soggetta a cicli di espansione e depressione troppo ristretti. Per far crescere il sistema è necessaria la concessione di prestiti anche a coloro che non se li possono permettere, con il solo pretesto di aumentare i consumi e permettere alla macchina di arrancare ancora per qualche metro. Ma tutti i debiti, che siano di persone insolventi o di Stati con i conti pubblici disastrati, prima o poi presenteranno da qualche parte il conto per essere sanati. E per ogni debito non pagato crolla una parte del sistema.

Un’economia che possa dunque crescere deve per forza basarsi sul consumo derivante dal reddito, e non dal debito: buoni livelli di salari e stipendi, supportati dal giusto presupposto di tassazione e redistribuzione da parte dello Stato, che consentano i consumi, ed a catena la giusta evoluzione verso l’alto del sistema. Il principio giusto è quello dell’equità e della solidarietà tra gli operatori economici, perché ciò garantisce una corretta diffusione del benessere tra le varie classi economiche, ed il giusto compenso a ciascuna in proporzione al lavoro ed al rischio, senza che questo sia a discapito delle altre. E questa era una grande lezione già presente in Smith, oggi troppo frettolosamente aizzato a paladino dell’ultra-liberismo.

Ecco iRonCic, il nuovo gioiello di casa MatthewStork.

Semplice, versatile, affascinante e provocante. Il tutto con un tocco di stile e classe come solo la MatthewStork sa realizzare. Stiamo naturalmente parlando di “iRonCic“, il nostro nuovo gioiello. Ma cos’è iRonCic?

iRonCic è un abile organizzatore di risorse. Un efficientissimo allocatore e distributore di tutto ciò che si ha a disposizione, nella combinazione più efficiente possibile, il tutto nei tempi più brevi mai visti finora per un essere umano.

iRonCic è disponibile solo in versione Stylish, al costo di 4900$ ad impiego.

[derivato dalle "inutilità" espresse durante la serata del compleanno di Mic.]

Heroclix: SQUADRa tattica mode ON.

L’ultima passione della nostra comitiva di tutto fare in qualsiasi campo del fantasy-tecnologia-gdr-intrattenimento-console-fancazzismo si chiama Heroclix: un gioco semplice, intuitivo, e che mi permette di spiegare le mie grandi doti da stratega sul campo :) . E soprattutto, cosa più importante, non costa un’intera assicurazione sulla vita come ad esempio Warhammer (anche questo però gioco molto consigliato).

Ecco, dunque, per gli appassionati la mia squadra tattica.

HeroClix: la mia Squadra tattica.

Si tratta di una squadra da 600 punti, ovvero un punteggio nella media per partite di buon livello. Presentando i pupotti membri del Team, troviamo, da sinistra verso destra: Doctor Destiny, Dr. Strange, Iron Man, Adam Warlock.

Ovviamente non posso svelare in direttissima le mie strategie. Ma come direbbe il grande ed onnipotente Master Chief, se ho già un piano è quello di pensare di farmi strada sparando, tanto per cambiare :D

Remember. Your head is on the table.

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